mercoledì 29 settembre 2010

In ricordo di Erwin Stricker

Ti definivano "Cavallo Pazzo" ed io ho vissuto la mia infanzia nel mito della tua leggenda. Rappresentavi per me genio e sregolatezza; in quegli anni avvicinavo il tuo modo d'essere a quello dei Crazy Canucks, discesisti canadesi con i quali hai gareggiato e che insieme a te hanno caratterizzato un'epoca, nella quale lo sport era sinonimo di rispetto e spirito d'avventura. Ti ho conosciuto due anni or sono, ma subito una stima reciproca ci ha avvicinato, abbiamo lottato insieme per un progetto comune, siamo diventati amici, tu sempre disponibile quasi fossi un fratello maggiore mai avuto. Ora che te ne sei andato rimane nella mia mente quell'ultimo gesto, dispensato nel momento di massima sofferenza, il tuo commiato dalla vita, accompagnato da due parole che rimarranno indelebili nella mia mente: "ciao bello". Ciao Erwin!

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4 commenti:

  1. Margherita SabatiniSep 28, 2010 05:18 PM

    No non ci posso credere...L'ho visto una volta sola e non per molto, ma è bastata solo quella volta per capire la sua forza, la sua cordialità e generosità.
    Un saluto Erwin!

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  2. Oggi ho appreso della sua morte. Un senso di profonda commozione e tristezza mi ha subito preso.

    Non conoscevo bene Erwin. Ma negli ultimi anni partecipavo a gare di beneficienza che Erwin aiutava ad organizzare con grossa passione, disponibilità ed umanità.

    Ho molti ricordi di lui, della sua passione, della sua serietà nell' affrontare le sfide.

    Ho imparato molto dello sport dalla sua carica e dalla sua voglia immutata di gareggiare. Erwin era un campione autentico, vero. Di uno sport che forse non esiste più.

    Lo ricordo ancora qualche mese fa. Quando partiva dal cancelletto. Ormai a 60 anni. Come un ragazzino con la voglia del ventenne, di arrivare, di sfondare.
    E celebrava delle gare come fossero olimpiadi. Serie come un gioco, giocose come solo le cose fatte sul serio possono essere.

    Mi ha regalato istanti che non rivivrò più. Lui era incurante del risultato, tutta la passione per vincere.

    Ho in mente questo gesto. Ripetuto da lui forse migliaia di volte nella sua vita e nella sua carriera. Partire dal cancelletto. Alzarsi di decine di centimetri sugli sci e librarsi in aria.

    Proiettarsi in avanti, verso la vita. Con la determinazione e lo spirito di chi seriamente vuole giocare alla vita e allo sport.

    Era disponibile con me, come mi conoscesse da anni. Sembrava che mi conoscesse da una vita, tale era la disponibilità e la calda umanità.

    Come chi parte per una gara. Olimpiade o no. E scatta dal cancelletto come in un istante per tutta la vita.

    Un ricordo pieno di commozione per Erwin.

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  3. Parole molto belle... rispecchiano le emozioni che un Gran Uomo ha saputo suscitare nelle persone... ringrazio Margherita ed Anonimo per aver condiviso la tristezza che in questo momento riempie il mio animo... il vivere la montagna ora che la neve cade... saprà allontanare il dolore... ed avvicinare Erwin...

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  4. Ciaoooo.....

    io Erwin lo conoscevo da 20 anni...ed é sempre rimasto quell'amico del primo giorno.

    Per me lui é morto....ma vivrá ancora in mezzo a noi.

    ciaoooo cavallo pazzo..... Didí

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